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Foppa Vincenzo c.1427-c.1515
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Biography
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Non è noto nulla della formazione di Vincenzo Foppa, nato a Brescia o in provincia ( a Bagnolo) intorno al 1430.
La sua prima opera firmata sono i Tre Crocifissi della Carrara di Bergamo, variamente datata 1450 o 1456. Vi si intravedono già i tratti essenziali di questo pittore identificato da Longhi come il padre del Rinascimento lombardo: accurata ricerca luministica, realismo delle figure e del paesaggio, inquadramento prospettico.
Non documentato, ma probabile, è un soggiorno di Foppa nella grande fucina padovana dove il bresciano deve aver visto Donatello e Mantegna. Fondamentale per il pittore anche il contatto con l’ambiente ligure dove scopre, l’attenzione al dato particolare, all’ambientazione quotidiana della lenticolare pittura fiamminga che penetra con facilità in quest’area di confine e di commerci.
Il giovane Foppa entra presto nel circuito milanese divenendo uno dei protagonisti dei cantieri voluti da Francesco Sforza: l’Ospedale Maggiore, il Banco Mediceo. Risale a questo felice momento della carriera del pittore il suo capolavoro: la cappella Portinari in S. Eustorgio (1468).È qui che Foppa sintetizza tutte le sue esperienze dimostrando di aver appreso pienamente le lezioni del Rinascimento toscano, senz’altro espressione del committente, il fiorentino Pigello Portinari, ma vi aggiunge un gusto decorativo, realistico e narrativo che ne è una lettura nuova, personale, lombarda.
Foppa consacra la sua carriera con quest’opera.Seguono numerose le commissioni, tra Milano, Pavia, la Liguria nelle quali si alternano e compenetrano i più aggiornati traguardi rinascimentali e nostalgie per le preziosità gotiche.
Il giovane Cardinale Giuliano della Rovere, il futuro Giulio II che vorrà in Vaticano Michelangelo e Raffaello, affida a Foppa la pala per l’altare maggiore di S. Maria in Priamàr nella nativa Savona.
Nel 1489 l’ormai anziano Foppa, chiede ed ottiene di far ritorno nella città natale, continuano tuttavia anche le commissioni esterne.
Instancabile il pittore continua il suo lavoro fino alla morte. Ottantaquattrenne accetta l’incarico di realizzare lo stendardo processionale per il paese di Orzinuovi: la libertà da ogni preoccupazione di costruzione ideale, i toni grigi, l’anarchia compositiva di quest’opera saranno cariche di conseguenze nella pittura del futuro.
Per il colore tutti ricordano i grigi del Foppa... Questo intermediario tra il bianco e il nero è in lui così fondamentale dal avvolgere, velare, abbassare tutta la gamma che, dunque, si fonda su un rapporto cromatico positivo (luministico) quale resterà pure il fondamento veneziano fino a tutto il ‘500. Il colore che aveva dunque nel Medio Evo in poi una bellezza per così dire connaturata alla purezza e al pregio della materia più scelta, una bellezza, insomma, gemmea ed elementare ora attende l’investitura volta per volta dal lume e dall’ambiente. Ora, ecco, possono per la prima volta comparire in pittura il saio e la sargia, il legno del muro, il colore dei materiali più dimessi: il rosso pepe dei mattoni lombardi, il bigio delle tonache dei certosini. Colori anticamente sontuosi non mancano, chi nega gli ori del Foppa?
Roberto Longhi, Quesiti caravaggeschi. I precedenti. 1929
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Works
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